Modello Toscana: un laboratorio di buone pratiche per le città del futuro

Fare del verde una vera infrastruttura urbana e costruire un modello di collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali e filiera vivaistica. È questa la visione emersa dal tavolo di lavoro “La città delle piante. Modello Toscana”, promosso dall’Associazione Vivaisti Italiani e ANCI Toscana come momento di confronto operativo tra il mondo del vivaismo e gli enti pubblici.

L’iniziativa rappresenta un tassello fondamentale del percorso avviato da AVI con la firma del protocollo “Piante di Toscana”, ampliandone la prospettiva verso i Comuni e la pianificazione urbana. L’obiettivo è trasformare il patrimonio di competenze sviluppato dal Distretto Vivaistico Ornamentale di Pistoia in uno strumento concreto a disposizione delle amministrazioni, affinché il verde diventi parte integrante delle politiche di rigenerazione urbana, adattamento climatico e qualità della vita.

Fare sistema per costruire il Modello Toscana

Tra i protagonisti del confronto, Simone Gheri, presidente di ANCI Toscana, ha ribadito la volontà dell’associazione dei Comuni di consolidare questa collaborazione attraverso un nuovo protocollo d’intesa.

«Come Anci stiamo lavorando a un protocollo che è una sorta di prosecuzione di quello che AVI ha firmato con la Regione. Il tema del verde nelle rigenerazioni urbane è fondamentale e strategico per tutti i comuni della Toscana, così come fondamentale è fare sistema. Non cerchiamo fuori ciò che abbiamo in casa: le competenze le abbiamo, mettiamole a disposizione delle nostre amministrazioni.»

Gheri ha ricordato come ANCI Toscana sia già capofila di due importanti progetti europei dedicati alla rigenerazione urbana, sottolineando il valore della collaborazione con il settore vivaistico.

«All’Associazione dico: stiamo insieme, lavoriamo e uniamo le competenze specifiche di ognuno. Anci c’è e continuerà ad esserci per portare in più luoghi possibili le buone pratiche.»

Un messaggio che sintetizza perfettamente lo spirito del tavolo: costruire una rete stabile tra amministrazioni pubbliche e filiera del verde, affinché le esperienze più virtuose possano diventare patrimonio condiviso dell’intero territorio regionale.

Firenze come laboratorio di innovazione urbana

Tra gli esempi più significativi di questo percorso c’è il Comune di Firenze, che sta sviluppando un confronto sempre più stretto con Associazione Vivaisti Italiani e il Distretto Vivaistico Ornamentale di Pistoia.

La vicesindaca Paola Galgani ha evidenziato come il cambiamento climatico imponga oggi un cambio di paradigma nella progettazione delle città.

«Con AVI e il presidente Vannucci abbiamo avviato un confronto ritenendo il verde elemento strategico per le città. Anche a Firenze vediamo gli effetti della crisi climatica ed è non più rimandabile un nuovo approccio che porti non solo ad aumentare il verde nelle città, a chiedersi non solo quanti alberi abbiamo piantato ma anche cosa.»

Una riflessione che supera la logica dei numeri per concentrarsi sulla qualità della progettazione.

«Il verde non è solo elemento estetico, ma soprattutto infrastruttura strategica. Dovremo trovare gli spazi, depavimentare anche laddove sembrerebbe complesso se non impossibile, inserire alberature che abbiano le specifiche giuste per affrontare questa sfida.»

Per affrontare questo percorso, ha aggiunto Galgani, sarà determinante il contributo scientifico e tecnico del comparto vivaistico.

«La programmazione in una pubblica amministrazione non è semplicissima, ma ci faremo supportare dal lavoro e dalla ricerca del Distretto e dei vivaisti pistoiesi.»

Raccontare il vivaismo come eccellenza toscana

Un altro elemento strategico del progetto riguarda la comunicazione. A illustrarne gli obiettivi è stato Davide De Crescenzo, direttore di Fondazione Sistema Toscana, chiamata a costruire l’infrastruttura narrativa del progetto.

«Fondazione Sistema Toscana è l’infrastruttura narrativa dell’accordo, con i propri canali ma anche con Visit Tuscany e con tutto l’ecosistema della comunicazione regionale.»

L’obiettivo è ampliare il racconto della Toscana, includendo tra le sue eccellenze anche il vivaismo ornamentale.

«Il tema è quello del racconto e della comunicazione, affinché il love brand della Toscana non riguardi solo l’olio, il vino e l’agroalimentare, ma anche il vivaismo, che rappresenta un’altra grande eccellenza.»

De Crescenzo ha ricordato il lavoro già avviato insieme al direttore marketing di AVI, Nicolò Begliomini, per sviluppare nuovi format editoriali capaci di raccontare il settore attraverso le persone, i progetti e le buone pratiche.

«L’intenzione è far emergere la vivacità del settore, non solo nei numeri, ma nel rapporto con il territorio e la cultura. I temi sono molteplici: la cultura del verde, la forestazione urbana, il cambiamento climatico, la filiera del benessere e quindi la qualità della vita legata al verde.»

Tra le esperienze già realizzate figurano il cortometraggio Essere pianta e il nuovo spot dedicato al progetto didattico promosso da Associazione Vivaisti Italiani e Distretto Vivaistico Ornamentale di Pistoia.

Un modello replicabile

Il tavolo “La città delle piante. Modello Toscana” conferma come la collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali, sistema della ricerca e imprese vivaistiche possa diventare un modello di riferimento per il governo del verde urbano.

L’esperienza della Toscana dimostra infatti che la qualità delle città passa anche dalla qualità delle piante, dalla progettazione degli spazi pubblici e dalla capacità di mettere a sistema competenze diverse. Un laboratorio di buone pratiche destinato a crescere, con l’ambizione di diventare un modello replicabile anche oltre i confini regionali.

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