Può una città diventare un laboratorio permanente dove il verde non è soltanto arredo urbano, ma infrastruttura strategica, leva di sviluppo economico e strumento di coesione sociale?
È questa la sfida di “Pistoia Capitale delle Piante”, il progetto promosso dall’Associazione Vivaisti Italiani insieme al Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, Comune di Pistoia e Fondazione Caript con l’ambizione di trasformare la capitale europea del vivaismo in un modello di riferimento per le città del futuro.
L’obiettivo non è semplicemente piantare più alberi, ma costruire un ecosistema in cui ricerca, produzione vivaistica, pianificazione urbana, formazione e cultura del verde dialoghino stabilmente. Un modello capace di generare benessere ambientale, economico e sociale e di diventare un esempio replicabile anche in altre realtà italiane ed europee.

Pistoia: dove il verde incontra il progetto di città
Pistoia parte da un vantaggio unico: qui si concentra il più grande distretto vivaistico ornamentale d’Europa. Ma il valore aggiunto nasce dalla volontà di trasformare questa leadership produttiva in una visione di sviluppo urbano.
Lo ha sottolineato il sindaco Giovanni Capecchi, evidenziando come la città abbia tutte le condizioni per costruire un nuovo modello.
«Abbiamo più di una fortuna. Quella geografica, che ci colloca nel luogo in cui le piante si producono, e quella storica e politica, di un’amministrazione che del tema del verde ha fatto un perno del proprio programma.»
Per l’amministrazione comunale la rigenerazione urbana rappresenta una priorità concreta.
«Per noi la rigenerazione urbana non è una possibilità ma una necessità e vogliamo lavorarci a partire dalla città. Penso ai parcheggi, non più nella nostra idea distese di asfalto ma luoghi alberati. E poi c’è il Parco Gea, un luogo periurbano che merita di essere vissuto e avvicinato alla città. Qui ci sono le condizioni per creare futuro.»
Una visione che mette il verde al centro della trasformazione urbana, superando la logica dell’intervento episodico per costruire una pianificazione strutturale.

Il Parco Gea come casa del vivaismo
Tra i simboli di questo percorso c’è il Parco Gea, destinato a diventare uno dei luoghi identitari del progetto.
Per Luca Gori, presidente di Fondazione Caript, Gea rappresenta molto più di un parco.
«Il Parco Gea è un’infrastruttura fondamentale per la nostra città e per il vivaismo. Anzi, è la casa del vivaismo, uno spazio in cui tutto il distretto e l’identità della nostra città può trovare collocazione.»
La Fondazione vede nel progetto un investimento sullo sviluppo locale, sostenendo la fase in cui si crea valore collettivo prima ancora della competizione economica.
Grande attenzione viene riservata anche alla formazione e alla cultura del verde.
«Qui a Gea si svolge un’attività formativa straordinaria che sarà ampliata grazie al protocollo ed estesa a tutto il territorio perché nessuno possa più dire “non so cos’è il vivaismo e come funziona”.»
Un obiettivo che guarda alle nuove generazioni e alla costruzione di una maggiore consapevolezza sul ruolo strategico delle piante.

Le buone pratiche esistono già: Parma e Roma indicano la strada
Il progetto “Pistoia Capitale delle Piante” nasce anche dalla volontà di mettere in rete esperienze già avviate in altre città italiane, creando un sistema nazionale di buone pratiche.
Tra queste spicca KilometroVerdeParma, realtà che negli ultimi anni ha dimostrato come il verde possa diventare un’infrastruttura naturale capace di migliorare la qualità della vita e rafforzare la resilienza dei territori.
La presidente Maria Paola Chiesi ha ricordato come il cambiamento climatico renda ormai indispensabile un nuovo approccio.
«Le città funzionano, ma non sono davvero vive senza la natura. Le temperature estreme che stiamo vivendo ci ricordano quanto sia urgente ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Le piante non sono un elemento decorativo, ma una componente essenziale per la salute delle persone e la qualità dei luoghi in cui viviamo.»
Secondo Chiesi, il vivaismo custodisce competenze decisive per affrontare questa sfida.
«L’esperienza di KilometroVerdeParma dimostra che la collaborazione tra imprese, istituzioni e cittadini può trasformare il verde in un’infrastruttura naturale al servizio delle comunità.»
Un modello che dialoga naturalmente con l’ambizione di Pistoia.
Anche Roma Capitale rappresenta un esempio concreto di come le amministrazioni possano mettere il verde al centro delle politiche urbane.
L’assessora all’Agricoltura, Ambiente e ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi ha sottolineato il valore del confronto tra città.
«Insieme alle altre amministrazioni locali stiamo percorrendo importanti tappe per rendere le città più verdi e più sostenibili, confrontandoci sulle buone pratiche da condividere e da replicare.»
Un percorso che non può prescindere dal contributo del settore vivaistico.
«Il dialogo con il mondo del florovivaismo è fondamentale per fare atterrare realmente tutti i progetti di intensificazione del verde e rinaturalizzazione delle città, che la scienza ci ha indicato come tassello fondamentale non solo della transizione ecologica ma anche dell’adattamento delle città al cambiamento climatico in atto.»
Roma ha già avviato questo processo con risultati significativi.
«Se vogliamo sopravvivere, le nostre città devono diventare più verdi e fresche. Roma è già più sostenibile ed ecologica: lo è per le oltre 67 mila piante messe a dimora negli ultimi quattro anni, per l’aumento delle aree verdi fruibili e per il cambiamento culturale che coinvolge tutta la città.»

Un modello europeo che parte da Pistoia
“Pistoia Capitale delle Piante” nasce dunque con un’ambizione precisa: fare della città il luogo dove produzione vivaistica, ricerca, amministrazioni pubbliche, imprese, scuole e cittadini costruiscono insieme un nuovo paradigma di sviluppo.
Non soltanto una capitale produttiva del vivaismo, ma una capitale culturale del verde.
Una città capace di sperimentare soluzioni innovative, misurarne gli effetti e condividerle con altre amministrazioni italiane ed europee. Un laboratorio permanente di buone pratiche dove il verde diventa infrastruttura, salute, qualità della vita e sviluppo economico. Perché il futuro delle città passa sempre più dalla capacità di progettare con la natura, e Pistoia possiede tutte le competenze, le esperienze e la filiera necessarie per guidare questo cambiamento.

