Vivaismo: strategie per il futuro tra sostenibilità, economia circolare e innovazione

Il futuro del vivaismo si costruisce insieme. Vivaisti, comunità e istituzioni sono chiamati a essere protagonisti di un cambiamento che punta su sostenibilità, innovazione e visione condivisa. È questo il messaggio emerso dall’incontro promosso da Associazione Vivaisti Italiani e dal Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, che si è svolto il 16 aprile presso il Parco GEA.

Un appuntamento molto partecipato che ha riunito aziende del comparto per discutere le prospettive future del settore vivaistico ornamentale e rafforzare le sinergie tra imprese, istituzioni ed enti del territorio.

Il vivaismo come eccellenza produttiva e culturale

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle sfide e sulle opportunità che attendono il comparto nei prossimi anni. Al centro del dibattito, la necessità di sviluppare una visione di sistema capace di valorizzare il vivaismo non solo come eccellenza produttiva, ma anche come patrimonio culturale e ambientale.

«Oggi più che mai sentiamo la responsabilità – e direi anche l’urgenza – di guardare al futuro del nostro settore con uno sguardo nuovo, più ampio e consapevole», ha dichiarato Vannino Vannucci, presidente di Associazione Vivaisti Italiani.
«Un futuro che non può più essere costruito da soli, ma attraverso una visione condivisa capace di unire le forze e affrontare con coraggio le sfide dei mercati, rafforzando il ruolo centrale del nostro distretto nel panorama europeo».

Economia circolare nel vivaismo: il progetto REVIVE POT

Tra i temi centrali dell’incontro, grande attenzione è stata dedicata alle esperienze innovative che stanno trasformando il settore. In particolare, è stato presentato il progetto REVIVE POT, un esempio concreto di economia circolare applicata al vivaismo ornamentale.

REVIVE POT rappresenta molto più di un semplice vaso per piante: è il simbolo di un cambiamento collettivo che coinvolge imprese, comunità e filiera produttiva per ridurre i rifiuti e valorizzare le risorse.

Il progetto si basa infatti su una filiera certificata di economia circolare in grado di recuperare e riciclare materiali plastici, trasformandoli in nuovi vasi destinati al settore vivaistico.

«Un piccolo gesto condiviso può generare un grande impatto per l’ambiente», ha spiegato Marco Romiti, vicepresidente di Associazione Vivaisti Italiani.
«Il progetto REVIVE POT dimostra come innovazione, responsabilità ambientale e qualità possano convivere, creando un modello replicabile per tutta la filiera».

L’analisi LCA del progetto evidenzia risultati rilevanti dal punto di vista ambientale: una riduzione delle emissioni del 35% rispetto al vaso precedente e fino al 70% rispetto al polimero vergine, con 430 tonnellate di CO₂ equivalente evitate in un anno.

Una filiera sostenibile e certificata

Il progetto coinvolge diversi attori della filiera e rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra imprese e sistema territoriale.

«Entrare in REVIVE POT significa diventare protagonisti del cambiamento», ha sottolineato Massimo Bartolini, vicepresidente di AVI.
«Attraverso l’adesione all’associazione, i vivai partecipano a una comunità virtuosa che contribuisce allo sviluppo di un modello di economia circolare certificato: i materiali plastici vengono recuperati, affidati a Revet per il riciclo e trasformati in nuovi vasi, chiudendo il ciclo della materia in modo sostenibile ed efficiente».

Collaborazione tra imprese, territorio e istituzioni

Durante l’incontro è emerso con forza un messaggio condiviso: il futuro del vivaismo passa dalla capacità di fare rete e costruire progetti comuni.

«Oggi più che mai è il tempo del “noi”», ha affermato Giorgio Innocenti, consigliere dell’associazione. «Un “noi” che unisce imprese, istituzioni e territorio. Perché solo insieme possiamo tutelare, valorizzare e far crescere gli interessi delle nostre aziende».

Sostenibilità e innovazione per il futuro del vivaismo

Il tema della sostenibilità è stato ribadito anche da Francesco Ferrini, presidente del Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia. «L’iniziativa del vaso realizzato in plastica 100% riciclata e riciclabile rappresenta solo una delle molte azioni che il settore vivaistico sta portando avanti sul fronte della sostenibilità. I dati dimostrano i progressi concreti già raggiunti e indicano la direzione del lavoro futuro per ridurre costantemente l’impatto ambientale».

Il vivaismo come motore di sviluppo territoriale

L’incontro ha confermato la volontà condivisa di proseguire su un percorso di collaborazione strutturata. Sostenibilità, innovazione e valorizzazione del territorio emergono come le leve strategiche per rafforzare la competitività del vivaismo ornamentale italiano.

Un settore che, grazie alla capacità di innovare e fare sistema, continua a rappresentare un punto di riferimento a livello europeo e un motore di sviluppo economico e ambientale per il territorio.

Per approfondimenti vai su https://www.vivaistiitaliani.it/revive-pot/

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