Un filo verde che unisce visione, territorio e futuro

Editoriale di Vannino Vannucci, Presidente di Associazione Vivaisti Italiani

Ci sono giornate destinate a lasciare un segno. Il 25 giugno è stata una di queste.
Non soltanto per l’ampia partecipazione che ha visto riuniti vivaisti, istituzioni, rappresentanti del mondo della ricerca, delle organizzazioni professionali, degli enti pubblici e della comunità, ma soprattutto perché abbiamo condiviso una visione comune. Una visione che indica con chiarezza quale possa essere il ruolo strategico del vivaismo nel costruire le città e le comunità del futuro.

A tutti coloro che hanno scelto di essere presenti desidero rivolgere, a nome dell’Associazione Vivaisti Italiani, il più sincero e sentito ringraziamento. La vostra partecipazione ha dato forza a un messaggio importante: il vivaismo non è più soltanto un settore produttivo di eccellenza, ma è un protagonista delle grandi sfide del nostro tempo.

La giornata del 25 giugno Vivaismo laboratorio di rigenerazione ha reso evidente come oggi esista un filo verde che collega livelli istituzionali diversi, ma accomunati dalla stessa direzione.
Parte dall’Europa, dove la nuova Politica Agricola Comune riconosce sempre più il valore della sostenibilità, della biodiversità e della resilienza ambientale.
Prosegue con l’Italia, che attraverso la riforma del settore florovivaistico offre finalmente un quadro normativo moderno e atteso da anni, capace di valorizzare un comparto che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy.
Arriva in Toscana, con la firma del Protocollo d’Intesa Piante di Toscana, un progetto che mette in rete istituzioni, imprese e territorio per promuovere qualità, innovazione e identità.
E trova nel Distretto Vivaistico Ornamentale di Pistoia un laboratorio di esperienze, competenze e buone pratiche che può diventare un modello per l’intera filiera nazionale.
Questi non sono episodi isolati. Sono i tasselli di un disegno più grande.

Per la prima volta abbiamo l’opportunità di costruire un percorso organico, nel quale politiche europee, strategie nazionali, iniziative regionali e capacità imprenditoriale convergono verso un obiettivo comune: fare del vivaismo una risorsa indispensabile per migliorare la qualità della vita delle persone.
Le piante sono infrastrutture verdi. Sono salute, benessere, adattamento ai cambiamenti climatici, tutela della biodiversità, sicurezza idrogeologica, qualità del paesaggio e competitività dei territori.

Il nostro settore possiede conoscenze, capacità produttive, innovazione e responsabilità ambientale che devono trovare sempre maggiore spazio nelle politiche pubbliche e nella cultura del Paese.
Per questo oggi siamo chiamati anche a un’assunzione di responsabilità.
Dobbiamo saper raccontare meglio ciò che siamo. Dobbiamo fare squadra, rafforzare la nostra identità e parlare con una voce sempre più unitaria. Dobbiamo essere consapevoli che il valore del vivaismo va ben oltre il prodotto: è cultura, ricerca, lavoro qualificato, presidio del territorio, economia circolare e sostenibilità.

Il settore deve esprimere pienamente tutti questi valori, affermandosi con autorevolezza come identità e come motivo di orgoglio.
Orgoglio per una storia costruita in decenni di lavoro.
Orgoglio per un comparto che compete nel mondo con qualità e innovazione.
Orgoglio per il contributo concreto che possiamo offrire alle nuove generazioni e alle comunità.

Il 25 giugno non rappresenta un punto di arrivo.
È l’inizio di un cammino condiviso.
Un percorso che richiederà collaborazione, visione e capacità di fare sistema, ma che oggi appare finalmente possibile.

L’Associazione Vivaisti Italiani e Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia continueranno a lavorare con determinazione perché questo filo verde diventi una rete sempre più forte, capace di unire imprese, istituzioni, ricerca e cittadini attorno a un progetto comune di sviluppo sostenibile.
Perché il futuro delle nostre città passa anche dalle piante.
E il futuro del vivaismo passa dalla consapevolezza del proprio valore.

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