Dalla formazione all’internazionalizzazione, dalla ricerca e innovazione alla tutela fitosanitaria, dalla gestione della risorsa idrica alle nuove strategie di riforestazione e rigenerazione urbana. Sono queste alcune delle priorità al centro della cabina di regia di “Piante di Toscana”, riunita questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati con il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika.
L’incontro segna l’avvio della fase operativa del Protocollo “Piante di Toscana”, sottoscritto lo scorso 25 giugno dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dal presidente di AVI Vannino Vannucci, con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo e la competitività del settore vivaistico toscano e accompagnarne l’evoluzione nei prossimi anni.
Al tavolo, insieme al sottosegretario Dika, erano presenti il presidente di AVI Vannino Vannucci, il direttore Nicolò Begliomini, il presidente del Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale di Pistoia Francesco Ferrini e i rappresentanti dei diversi settori regionali coinvolti, dall’agricoltura alla formazione, dall’urbanistica all’internazionalizzazione.
La cabina di regia avrà il compito di mettere in relazione competenze, strumenti e risorse, regionali, nazionali ed europee, per costruire iniziative capaci di rispondere alle esigenze delle imprese e sostenere la crescita del comparto.

Formazione, innovazione e gestione dell’acqua
Tra i temi affrontati figurano la necessità di formare e attrarre nuove professionalità, sostenere la presenza delle aziende sui mercati internazionali, favorire l’utilizzo di tecnologie innovative e rafforzare la difesa fitosanitaria.
Particolare attenzione è stata dedicata anche agli effetti del cambiamento climatico, a partire dalla disponibilità e dalla gestione della risorsa idrica, e al contributo che il vivaismo toscano può offrire alle politiche di forestazione e rigenerazione verde delle città.
«Il distretto vivaistico pistoiese è un’eccellenza italiana ed europea, ma non basta celebrarne i risultati: dobbiamo metterlo nelle condizioni di competere e crescere anche nei prossimi anni – sottolinea Dika – Con questa cabina di regia vogliamo affrontare insieme alle imprese questioni molto concrete: trovare e formare nuovi lavoratori, sostenere l’internazionalizzazione, investire in innovazione, tutelare le produzioni e rispondere alla sfida dell’acqua e del cambiamento climatico. La forza di “Piante di Toscana” sta proprio qui: mettere allo stesso tavolo imprese, istituzioni, formazione e ricerca e trasformare problemi e opportunità in progetti concreti. Pistoia ha tutte le carte per diventare un laboratorio europeo del verde e la Toscana vuole accompagnare questa ambizione».

Il vivaismo al centro delle politiche regionali
L’obiettivo è valorizzare il vivaismo non soltanto come uno dei comparti produttivi di riferimento della Toscana, ma anche per il contributo che può offrire alle politiche ambientali, urbane e di adattamento climatico.
Un approccio condiviso dall’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras.
«Il vivaismo rappresenta per la Toscana un settore strategico che unisce qualità produttiva, innovazione e una forte identità territoriale – È questo il messaggio dell’assessore all’agricoltura Leonardo Marras – Con la cabina di regia avviamo un lavoro condiviso che mette insieme imprese, istituzioni e mondo della ricerca per costruire una visione di lungo periodo capace di affrontare le sfide globali e trasformarle in opportunità. Dalla formazione dei giovani alle tecnologie per la sostenibilità, dalla difesa fitosanitaria alle politiche di internazionalizzazione, vogliamo consolidare un modello che rafforzi la competitività del distretto pistoiese e dell’intero sistema regionale, presentando la Toscana come laboratorio nazionale ed europeo delle piante».

Presentato il Documento programmatico 2027/2029
L’incontro della cabina di regia è stato anche l’occasione per presentare il Documento programmatico 2027/2029, condiviso da AVI e dal Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale di Pistoia e frutto degli indirizzi emersi nelle rispettive assemblee.
Il documento individua alcune direttrici per lo sviluppo del comparto nei prossimi anni, mettendo al centro innovazione, ricerca, sostenibilità, educazione, formazione e comunicazione.
Per il presidente di AVI Vannino Vannucci, si tratta di un passaggio importante per dare continuità al percorso avviato:
«Siamo soddisfatti di questo ulteriore passo operativo del protocollo d’intesa “Piante di Toscana”, che ci permette di trasformare gli obiettivi condivisi in azioni concrete. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il Documento programmatico 2027/2029, condiviso da AVI e dal Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale di Pistoia e frutto degli indirizzi emersi nelle rispettive assemblee: un primo canovaccio della visione del vivaismo che vogliamo costruire nei prossimi anni. Una visione fondata su innovazione, ricerca, sostenibilità, educazione, formazione e comunicazione, capace di rafforzare la competitività delle imprese e, al tempo stesso, di valorizzare e raccontare il vivaismo come un patrimonio strategico, riconoscendogli un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico, culturale, identitario e sociale delle città e dei territori.
Vogliamo costruire insieme alla Regione un vero patto strategico per l’innovazione, facendo della Toscana un centro europeo del vivaismo del futuro: un laboratorio capace di anticipare le sfide del cambiamento climatico, sviluppare nuove competenze e tecnologie e trasformare il patrimonio di conoscenze e imprese del nostro territorio in un modello di riferimento nazionale ed europeo».

Le opportunità della nuova PAC e della riforma nazionale
Il percorso si inserisce in una fase di cambiamento per il settore, caratterizzata dalla nuova PAC 2028/2034, dalla riforma nazionale del comparto e dall’attuazione del Protocollo “Piante di Toscana”.
Tre percorsi che, secondo il presidente del Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale di Pistoia Francesco Ferrini, possono accompagnare una nuova fase di crescita del vivaismo.
«Ci troviamo in un momento storico particolarmente importante, nel quale si stanno aprendo opportunità che dobbiamo avere la capacità di cogliere. La nuova PAC 2028/2034, la riforma nazionale del settore e il Protocollo “Piante di Toscana” rappresentano tre passaggi strategici che possono accompagnare una nuova fase di crescita del vivaismo.
Il valore di questo Protocollo è anche nella metodologia di lavoro che introduce: mettere in relazione istituzioni, imprese, ricerca e formazione, condividendo priorità e strumenti per intercettare le opportunità di finanziamento e trasformarle in progetti concreti, all’interno di una visione chiara e comune.
Ma la sfida non è soltanto economica e produttiva. È anche culturale. Dobbiamo affermare una nuova consapevolezza del ruolo delle piante, che devono essere riconosciute come una infrastruttura strategica per il benessere delle città, per la qualità della vita e per la risposta al cambiamento climatico.
Il Distretto è pronto ad affrontare questa sfida, mettendo a disposizione competenze, imprese e conoscenze maturate in decenni di esperienza, con l’ambizione di contribuire a fare della Toscana un punto di riferimento europeo per il vivaismo del futuro».

Dalla cabina di regia ai prossimi progetti
Con l’avvio della fase operativa, “Piante di Toscana” entra dunque in una nuova fase, nella quale il confronto tra istituzioni, imprese, ricerca e formazione dovrà tradursi in iniziative dedicate alle principali esigenze del comparto.
Formazione, innovazione, internazionalizzazione, tutela fitosanitaria, risorsa idrica e verde urbano saranno alcuni degli ambiti sui quali concentrare il lavoro, valorizzando il patrimonio di competenze e imprese sviluppato dal vivaismo toscano.
L’obiettivo è rafforzare la capacità del settore di affrontare le trasformazioni in corso e, allo stesso tempo, consolidare il ruolo della Toscana nel panorama vivaistico nazionale ed europeo.


