Il “Bosco della Memoria” mette radici a Firenze: 43 alberi donati in ricordo delle vittime del Ponte Morandi di Genova

Firenze, 23 aprile 2026 – Un luogo vivo di memoria, rinascita e impegno civile prende radici a Firenze con l’inaugurazione del “Bosco della Memoria” al Parco dell’Anconella, nel Quartiere 3. Lo spazio verde commemorativo è dedicato alle 43 vittime del crollo del Viadotto Polcevera (Ponte Morandi) e si compone di 43 alberi donati dall’Associazione Vivaisti Italiani, uno per ciascuna persona scomparsa il 14 agosto 2018.

All’inaugurazione hanno partecipato la sindaca Sara Funaro, la vicesindaca Paola Galgani, la presidente del Quartiere 3 Serena Perini, le associazioni “Noi per Voi”, il Comitato “Ricordo Vittime Ponte Morandi”, i familiari delle vittime e gli studenti della scuola primaria Milite Ignoto, protagonisti di un intenso momento di partecipazione con messaggi simbolici affidati agli alberi.

Un bosco che diventa memoria viva

Il progetto nasce con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo delle vittime e rafforzare il legame di solidarietà tra Firenze e Genova, inserendo la città nella “Rete della Memoria” insieme ad altri comuni italiani impegnati nella valorizzazione del ricordo pubblico.

Il memoriale verde, situato in prossimità dell’anfiteatro del Parco dell’Anconella, è composto da querce, cipressi, gelsi, sorbi, magnolie e corbezzoli disposti in un semicerchio simbolico che richiama protezione, cura e responsabilità condivisa. Un luogo pensato non solo come spazio commemorativo, ma anche come segno concreto di futuro.

Le dichiarazioni

Vannino Vannucci, Presidente di Associazione Vivaisti Italiani, ha dichiarato:
“Siamo onorati come Associazione Vivaisti Italiani di aver contribuito con le nostre piante, simbolo di rinascita e futuro, per il ricordo delle 43 vittime della strage del Ponte Morandi di Genova, ferita per l’Italia intera. Questo Bosco della Memoria rappresenta il valore profondo che gli alberi custodiscono: radici che tengono viva la memoria e rami che guardano avanti. Attraverso questo gesto vogliamo testimoniare come il verde possa farsi strumento di commemorazione, rigenerazione e impegno civile, soprattutto per le nuove generazioni.”

La sindaca Sara Funaro ha sottolineato:
“Oggi Firenze non si limita a ricordare, ma pianta radici profonde affinché tragedie simili non si ripetano mai più e non vengano dimenticate. Questi 43 alberi sono il nostro abbraccio ai familiari e il nostro impegno a prenderci cura del bene comune. Firenze entra così nella Rete della Memoria stringendosi a Genova.”

La vicesindaca Paola Galgani ha aggiunto:
“Questo bosco non è solo un monumento, ma un organismo vivo che crescerà con la nostra comunità. Il Parco dell’Anconella è il luogo ideale per trasformare il dolore in una testimonianza verde per le nuove generazioni. Vedere i bambini appendere i loro messaggi ai rami è il segno che il testimone della memoria è passato in buone mani.”

Un memoriale verde per il futuro

Con la posa della targa commemorativa e il coinvolgimento delle nuove generazioni, il Bosco della Memoria si configura come un vero e proprio “memoriale vivo”, destinato a crescere nel tempo insieme alla comunità.

L’iniziativa si ispira alla “Radura della Memoria” di Genova e rafforza un messaggio condiviso di vicinanza, giustizia e responsabilità collettiva. Attraverso il linguaggio universale degli alberi, il progetto trasforma il ricordo in un patrimonio civile e ambientale.

L’Associazione Vivaisti Italiani conferma così il proprio impegno nel promuovere il valore del verde non solo come risorsa ambientale ed economica, ma anche come strumento di coesione sociale, memoria e futuro condiviso.

Condividi l'articolo

Articoli recenti

Vivaismo protagonista al Parlamento Europeo. Presentano il Manifesto a Bruxelles

Al Parlamento Europeo è stato presentato il Manifesto 2026 del settore vivaistico europeo, che rappresenta oltre 35.000 vivai e 250.000 addetti. Il documento, coordinato dall’Italia, sottolinea l’importanza strategica del vivaismo per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, in particolare su clima e biodiversità, e chiede un maggiore riconoscimento nelle politiche UE e nella PAC.

L’Italia, e in particolare la Toscana, emerge come leader del settore, con un forte peso produttivo ed esportatore. Il Manifesto evidenzia anche le difficoltà del comparto, tra costi crescenti e danni climatici, e propone quattro priorità: piena integrazione nella PAC, nuovi standard per il verde pubblico, valorizzazione delle piante nei crediti di carbonio e maggiori finanziamenti alle PMI per innovazione e sostenibilità.

In sintesi, il vivaismo viene indicato come infrastruttura verde essenziale per l’ambiente e le città europee, ma ancora sottovalutato nelle politiche comunitarie.

Leggi »