Il 13 marzo 2026, a Pistoia, presso Villa Cappugi, si è svolto il convegno “Il vivaismo risorsa dell’Europa – Salute delle piante, forza delle imprese”, organizzato dal sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Patrizio La Pietra.
L’iniziativa ha riunito istituzioni, esperti, imprese e associazioni di categoria per discutere il futuro del settore vivaistico italiano ed europeo, mettendo al centro il ruolo strategico del vivaismo nella tutela dell’ambiente, nello sviluppo economico dei territori e nella competitività delle imprese sui mercati internazionali. A guidare l’evento è stato Nicola Prudente, volto della trasmissione Linea Verde Italia.
Tra i momenti più significativi dell’incontro, la presenza congiunta dei tre assessori regionali all’agricoltura di Regione Toscana, Regione Veneto e Regione Lombardia — Leonardo Marras, Dario Bond e Alessandro Beduschi — che hanno portato al tavolo del confronto l’esperienza di tre territori chiave per il settore agricolo e vivaistico italiano.
Il valore strategico del vivaismo
Il vivaismo rappresenta una delle eccellenze dell’agricoltura italiana e un comparto fondamentale per l’economia europea.
La produzione di piante ornamentali e forestali non è soltanto un settore produttivo, ma un pilastro per la biodiversità, la qualità del paesaggio e la sostenibilità ambientale.
Durante l’evento è emerso con forza come la crescita del comparto passi sempre più dalla capacità di coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e politiche europee efficaci.

Innovazione e tutela fitosanitaria
Uno dei temi centrali del convegno è stato quello della salute delle piante, elemento decisivo per garantire qualità e sicurezza delle produzioni.
Ricercatori ed esperti del CREA insieme ai rappresentanti dei servizi fitosanitari regionali hanno evidenziato l’importanza di rafforzare i sistemi di controllo e prevenzione, soprattutto alla luce delle nuove normative europee.
La sfida principale è proteggere il patrimonio vegetale europeo, contrastando la diffusione di patogeni e organismi invasivi che possono mettere a rischio l’intero comparto.

Il ruolo dei distretti produttivi
Un altro punto chiave del confronto ha riguardato il valore dei distretti vivaistici come modello di sviluppo territoriale.
In particolare, è stato evidenziato il ruolo del Distretto Vivaistico Pistoiese, una delle realtà più importanti del settore a livello internazionale.
I distretti rappresentano infatti un sistema capace di mettere in rete imprese, ricerca e istituzioni, favorendo innovazione, crescita economica ed export.

Politiche agricole e risorse europee
Il dibattito ha poi affrontato il tema delle politiche pubbliche necessarie per sostenere il settore.
La partecipazione dei tre assessori regionali all’agricoltura — Leonardo Marras, Dario Bond e Alessandro Beduschi — ha evidenziato l’importanza di una visione condivisa tra territori e istituzioni per rafforzare il comparto.
Secondo quanto emerso dal confronto, il futuro del vivaismo passa da strategie coordinate, semplificazione normativa e accesso efficace alle risorse europee, elementi fondamentali per sostenere la crescita delle imprese e valorizzare il ruolo del settore nell’economia agricola.
Una filiera unita per competere nel mondo
L’ultimo confronto ha coinvolto le principali associazioni del comparto florovivaistico, che hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la filiera e fare sistema.
Solo attraverso una strategia condivisa tra imprese, organizzazioni di rappresentanza e istituzioni sarà possibile affrontare le sfide dei mercati internazionali e valorizzare il ruolo dell’Italia come protagonista del vivaismo europeo.
Nelle conclusioni è stato ribadito un messaggio chiaro: il vivaismo non è soltanto un settore agricolo, ma una risorsa strategica per l’Europa.
Un comparto che unisce sviluppo economico, innovazione e sostenibilità ambientale, e che può giocare un ruolo sempre più centrale nelle politiche agricole e nella transizione ecologica del continente.

